| Come ogni inverno, accanto alle solite bizze del tempo, la tematica del traffico nelle nostre città quest'anno ha suscitato un nutrito dibattito contro i ciclisti descritti da alcuni come indisciplinati e non curanti delle regole del codice della strada. In molti casi però si ha l'impressione di scaricare su di loro le ansie e le frustrazioni di ben altra origine. Cerchiamo allora di essere costruttivi e propositivi nell'interesse di tutti.
In queste ultime settimane stiamo leggendo su alcuni quotidiani nazionali una serie di interventi da parte di diversi “automobilisti” e “pedoni” che si lamentano dell'uso senza rispetto delle norme del codice stradale che i “ciclisti” attuerebbero in barba a regole e divieti in vigore presso le nostre città. Fermo restando che, se esistenti, tali infrazioni vanno giustamente condannate e redarguite, volevo però soffermarmi su alcune questioni.
Innanzitutto questa continua categorizzazione che viene fatta ci pare, diciamo, un po' troppo forzata.
Infatti, in genere chi usa il mezzo bici va anche in auto e quando può, si muove a piedi e coi mezzi pubblici. Che senso ha allora continuare ad accusare indiscriminatamente una “categoria” come quella dei ciclisti che soprattutto nelle grandi città contribuisce, tra l'altro a proprie spese e rischio, a ridurre il traffico e l'inquinamento ?
Fanno pensare i dati relativi al numero di veicoli immatricolati in Italia, che è tra i primi al mondo in rapporto al numero di abitanti; nella città dove vivo, per esempio, è stato calcolato che se tutti i veicoli immatricolati circolassero insieme, si formerebbe una coda di 340 chilometri!!
Capisco, ma non giustifico, l'automobilista o il pedone che frustrato e stanco dal traffico o dalle code interminabili che accompagnano la mobilità di milioni di italiani, proietta (impropriamente) le proprie frustrazioni sul ciclista (o il motociclista) che più agevolmente e sotto la propria determinazione si muovono e si spostano. Siamo abituati al motto “Hai voluto la bici ? Pedala !”
Oggi molti invidiano chi usa tale mezzo di trasporto per spostarsi e non solo per lo svago. Verrebbe da controbattere “Hai voluto l'automobile? Resta in coda!!”.
Ma al di là delle battute sembra giusto sottolineare come l'emergenza traffico sia ormai diventato senza demagogia ne populismo, un problema di tutti, anche di coloro che usano questo o quel mezzo di trasporto. Insomma in gioco è la qualità di vita di tutti.
Un altro dato. E' stato prospettato che tra meno di 10 anni il 75% della popolazione mondiale abiterà nelle città; senza andare troppo lontano, è sufficiente comparare l'immagine da satellite della nostra pianura padana di 10 anni fa, con quella di oggi per rendersi conto dell'urbanizzazione e dell'occupazione del territorio da parte dell'uomo. Questa è la realtà. Partendo proprio da essa è divenuto ormai imprescindibile occuparsi di trasporto integrato e di valorizzazione, difesa ed incremento della bicicletta come mezzo ecologico, non inquinante e alternativo, almeno in città, per lo spostamento quotidiano.
Qualcuno si chiederà cosa centri l'Udace con tutto ciò. La risposta che so essere condivisa dalla maggioranza dei nostri iscritti, è che siamo da sempre tra i primi in Italia a prodigarci affinchè la “cultura” delle due ruote venga applicata anche in ambiti sensibili e istituzionali. Da sempre Udace si è resa disponibile non solo con proposte concrete, ma anche attraverso la propria presenza puntuale e capillare sul territorio per dare il proprio apporto di idee, suggerimenti e intelligenze nel cercare di risolvere questi problemi.
E allora cari “automobilisti” e “pedoni”, non sparate sul ciclista indisciplinato, facendo di tutta un'erba un fascio. Chi va in bici è egli stesso pedone ed usa l'auto, con l'unica differenza che proprio perchè conosce il mondo delle due ruote, quando incontra una bicicletta o una moto ne rispetta maggiormente le caratteristiche e le peculiarità.
E' solo attraverso il rispetto dei più deboli ed indifesi (quali sono ciclisti e pedoni) che una società, anche per quello che riguarda il codice stradale, può definirsi “civile”.
Dimenticavo: auguri a tutti di buon anno!
dr. Andrea Ferella
a.ferella@udace.it |