Gentilissime Signore, Autorità, Delegati, Presidenti Provinciali, Coordinatori Regionali, Amici tutti, giunga a Voi tutti i miei più cari saluti e ringraziamenti, unitamente all'intero Consiglio nazionale, per la presenza e partecipazione a uno degli importanti eventi della nostra vita associativa, qual è questa 4^ Conferenza Organizzativa Nazionale...
... Mi permetto di rivolgere un ringraziamento particolare al Sig. Sindaco della città che ci ospita, dott. Massimo Pironi, un vero amico delle attività sportive amatoriali, alla famiglia Spadini titolare dell'Hotel Corallo, nonché al Direttore Sig. Silvano Turci e a tutto lo staff operativo per quanto dispongono, rendendo confortevole il nostro soggiorno.
Con analogo sentimento estendo il ringraziamento a ogni singolo associato e A.S.D. che, da 53 anni onorano, e in ogni luogo della nostra amata Italia, i nostri saldi principi di sano associazionismo. Principi ispirati alla massima democrazia e rispetto dell'individuo che, fanno dell'UDACE-CSAIN un organismo promotore e fautore non solo di un valido progetto sportivo, ma anche di valori aggiunti, quali: mezzo di socializzazione e di solidarietà, nonché di grande impegno a sostegno e difesa della salute e integrità fisica.
Sentitamente il nostro ringraziamento è esteso a quanti con il loro impegno e collaborazione sostengono le A.S.D. promotrici di manifestazioni a superare le varie problematiche che scaturisco dall'attività sportiva.
Come un sentito grazie lo rivolgiamo alle Istituzioni e agli Enti che hanno creduto nelle finalità dell'UDACE-CSAIN, rispettandone i principi e le competenze. In particolare ci riferiamo allo CSAIN che, dal 1981, nel rispetto della nostra autonomia ci consente di lavorare per un ciclismo amatoriale vero, avvalendoci delle prerogative previste per ogni entità sportiva. CSAIN qui rappresentato dai massimi vertici, e in particolare dal Presidente dott. Luigi Fortuna.
Prima di proseguire in questa relazione, rivolgiamo un sentito pensiero ad amici ed associati che ci hanno lasciato. In particolare permettetemi di ricordare il P.P. Sig. Amos Gualerzi per la fedeltà, dedizione e lealtà verso questa Unione. Sigg. Delegati, questa relazione vuole essere essenzialmente volta a evidenziare passate esperienze, nonché essere motivo d'input per prospettive future, che auspichiamo di accrescere con il Vostro importante contributo; sentiamo il dovere di formulare i nostri ringraziamenti, sin da ora, al Dott. Andrea Ferella per la stesura del prestigioso lavoro: "In sella senza doping: per un ciclismo sano a TUTELA DELLA NOSTRA SALUTE" di cui, in anteprima, ci sarà la presentazione ufficiale nella giornata di domani.
Come vogliamo ringraziare la Società Corponove e il suo direttore dott. Gianmario Colombo per il l'apporto datoci per la realizzazione di questa pubblicazione, nonché per la visibilità data alla nostra organizzazione e attività tramite le colonne de "Il ciclismo UDACE"
Analogo riconoscimento di gratitudine lo rivolgiamo al Pool delle Industrie, all'ACMA e l'EICMA per quanto dispongono a nostra immagine.
Ciò detto, come evidenziato dal programma dei lavori, in questo nostro incontro ci intratterremo in particolare su: "derivazioni legislative, fiscali, assicurative - tutela e prevenzione della salute - tematiche organizzative, tecniche, disciplinari - rapporti con Enti di propaganda ecc". Come vedete, cari amici, sono tutti aspetti che possono apparire"vecchi" ma, sempre attuali e, tutti passano anche attraverso l'applicazione e il rispetto delle nostre regole Statutarie, Organiche e Tecniche che scandiscono le direttive della nostra vita associativa.
Quindi, con forte spirito costruttivo, dobbiamo confrontarci, serenamente e fattivamente su queste problematiche, dobbiamo farlo in un pensiero e voce collettiva, al fine che si disponga per una struttura maggiormente efficace, aggiornata, armonica, trasparente e adeguata ai tempi, come sintetizzato nello slogan che campeggia in questa sala: "Riflessioni e prospettive per obiettivi comuni".
Mio malgrado, sono costretto a evidenziare che talvolta, purtroppo, riscontriamo il disattendere delle più basilari norme che regolano il nostro associazionismo. Evidentemente gli artefici di queste improprie iniziative non si rendono conto dei danni che provocano all'Ente e alla loro stessa credibilità. Chiunque può incorrere in qualche errore ma, il perseverare e appropriarsi diritti inesistenti sono solo sintomo di arroganza, negligenza e di scarsa affidabilità.
Come più volte rimarcato, è solo tramite il rispetto di norme e competenze che si adempie compiutamente il ruolo istituzionale rivestito. Pur nel rispetto di talune iniziative territoriali, ribadiamo che le stesse, per essere applicate devono avere la ratifica dell'organo nazionale. Solo in questo modo si è nel pieno diritto istituzionale e, solo così si evitano conflitti e diatribe che, oltre a creare sconcerto tra gli associati ci rendono poco attendibili e ci screditano verso il mondo esterno.
L'UDACE-CSAIN è una realtà importante e radicata su tutto il territorio nazionale e, pur non disponendo di fondi pubblici, non solo annovera il maggior numero di praticanti tra gli organismi sportivi ciclistici ma, con il suo lavoro - con il vostro lavoro - e con l'impegno degli associati, si è meritato credibilità e considerazione anche in ambito degli organismi internazionali.
Se pur a malincuore dobbiamo evidenziare anche altre azioni deplorevoli, in particolare quella messa in Piemonte e in questa Regione (Emilia Romagna) da pseudo personaggi di altri organismi sportivi che, per allettare dei nostri dirigenti si sono esposti con promesse di denaro e promettendo mezzi tecnologici. Come il riportare l'affermazione di altre inqualificabili menzogne quelle quali di una ormai prossima "soppressione dell'UDACE. Chi si permette di mettere in dubbio la nostra identicità lo fa in malafede, ignorando la costituzione e le nostre prerogative, peraltro ben codificate.
Pur con delle anomalie attribuibili a una sporadica parte di nostri quadri, sappiamo bene quali sono i principi che animano l'operato di tutti. Non sto qui a ricordare quei soggetti che carpendo stima e fiducia hanno cercato di mettere a frutto interessi personali ma, di certo, posso dirvi che chi non s'ispira ai saldi principi di lealtà, inevitabilmente, e opportunamente, viene emarginato dal nostro mondo.
Come detto in precedenza, lo scopo di questo nostro incontro è quello di approfondire e confrontarci per predisporre fattivamente programmi futuri ma, soprattutto rendere auspicabili i valori etici e fondanti sui quali l'UDACE-CSAIN ha basato il suo passato, il suo presente e sui quali proseguirà nel proprio futuro. I valori del nostro DNA sono dettati dalla solidarietà, rispetto, libertà, democrazia, indipendenza, autonomia, lungimiranza, responsabilità e attendibilità e spirito di servizio. Tutti requisiti che sono frutto di esperienze e condivisioni comuni con tutte le nostre strutture. Saldi principi da cui, pur nelle difficoltà, deriva tutta la nostra forza e il nostro progredire.
Con orgoglio possiamo affermare che i nostri padri fondatori sono stati i fautori e sostenitori dell'attività ciclistica amatoriale, intraprendendo iniziative non permesse dall'allora U.V.I. Oggi, e sempre più spesso, sentiamo proclami e affermazioni di alcuni dirigenti di altre strutture sportive che si autocelebrano "inventori" di tale attività. Attività invece da noi sviluppata in questi 53 anni di esperienze e, permettetemi, di successi. Esperienze maturate e applicate anche grazie ai suggerimenti e proposte che raccogliamo dai nostri associati. Da sempre cerchiamo di emanare norme a vantaggio dei veri amatori e non di coloro che in modo indegno cercano di approfittare in maniera ignobile della pratica sportiva amatoriale e degli stessi sponsor.
La lungimiranza è, e deve essere, la nostra risposta ai diversi problemi che si frappongono a danno della nostra stessa vita sociale. Come, altrettanto deve esserci responsabilità, riconoscimento è lungimiranza verso chi è ligio e attento alle necessità dell'Unione e ne assurgono le responsabilità direttive.
Sono svariate le testimonianze che rendono merito al nostro impegno e che evidenziano di non essere secondi a nessuno. Tutti conoscono la provenienza del nostro autofinanziamento, sistema da cui deriva la nostra autonomia e rafforza la nostra indipendenza che, mai è stata in "vendita" per un pugno di euro, così come mi auguro che mai possa esserci baratto.
Mi ripeto, ma ribadisco che in questi anni, grazie al lavoro e ai sacrifici di tutti, abbiamo acquisito e godiamo di rispetto e considerazione. Come ripeto che mai dovremo adagiarci su meriti acquisiti.
Chi mi conosce profondamente sa, al vostro pari, del mio amore verso questa Unione. Amore che talvolta può essere stato impropriamente additato come una debolezza. Alcuni amici - che ringrazio - mi hanno persino evidenziato il mio troppo buonismo. Non posso che confermare il loro giudizio, pur rimarcando che talvolta si tratta di atti di comprensione verso chi, pur commettendo qualche errore, dedica parte della sua vita all'Ente. Di certo il mio "buonismo" non può, e non deve essere inteso come scarsa personalità, anzi, tutt'altro.
Recentemente mi sono giunte voci riguardo alla mia posizione e salute. Con stupore ho saputo che sono stato additato come una persona malata, persona poco efficiente, vecchio ecc. e, che, bisogna già da ora pensare al suo successore. Con fermezza respingo ai mittenti queste gratuite affermazioni e in particolare quelle riferite alla mia inefficienza, di essere malato, non più all'altezza del ruolo e non in grado di seguire le continue avvicendarsi delle normative dello sport e di legge. I fatti parlano diversamente. E' innegabile che le nuove generazioni siano più pronte alle moderne tecnologie, cui la mia generazione si è gradatamente adeguata ma, per supportare l'onere di un Ente non basta semplicemente saper manovrare un computer, occorre ben altro. E, per quel ben altro, senza presunzione, credo di non dover andare a scuola da nessuno.
Lo squallore di queste affermazioni non ha bisogno di commento. La vecchiaia è una componete fortunata della vita di ognuno ma, allo stato dei fatti, il mio lavoro e impegno è sotto gli occhi di tutti. Non ho nulla da obiettare sulla mia sostituzione, ciò fa parte del corso delle cose della vita, ma fa veramente specie che coloro che si autocandidano abbiano pressoché la mia stessa età, e, non mi pare che sinora abbiano dimostrato grandi doti dirigenziali.
Ciò, mi da spunto per ribadire che, come per avere un buon impiegato, funzionario o lavoratore specializzato che sia, occorrono mediamente dieci anni. Analogamente, in base alle esperienze vissute, mi permetto di dichiarare che per formare un buon dirigente nel mondo del volontariato occorre ben più di un decennio. Anche su questo va meditato profondamente se teniamo al futuro della nostra UDACE-CSAIN.
Consapevoli del nostro ruolo e forti della nostra esperienza sappiamo che le analoghe problematiche di continuità investono diversi Comitati provinciali. Guardiamo quindi agli avvicendamenti con la stessa attenzione, trasfondendo esperienze e consigli a nuove leve, solo così possiamo assicurare continuità alla nostra Unione e ai progetti futuri cui, sin da questa assisi, siamo chiamati a deliberare.
Le problematiche che ogni Comitato vive sono molteplici, sia che essi siano formati da grandi numeri o da piccole entità. Dobbiamo essere consci che l'Unione è formata da 100 Comitati provinciali e 20 Regioni (spesso con situazioni territoriali diverse tra loro), e che le incombenze amministrative e di segreteria sono rilevanti. Impegni che, auspicano a un maggior utilizzo delle tecnologie informatiche e la tempestività d'informazione.
Da sempre abbiamo sollecitato a un maggior utilizzo della struttura del sito ufficiale, che, come sapete, è predisposto anche per tutte le entità territoriali. Purtroppo, ancora molti Comitati non sono solleciti a questi suggerimenti. Vi sono alcuni Comitati che preferiscono utilizzare siti propri, quindi al di fuori dell'ampia visibilità fornita dal sito nazionale che, nell'anno in corso ha già registrato oltre 1.300.000 contatti per circa 7.000.000 di pagine visitate, da dove può attingere, all'occorrenza, la stessa stampa specializzata. Talvolta, purtroppo, proprio a causa della mancata visibilità sul sito ufficiale, riceviamo direttamente quesiti e richieste destinate al territorio, cosa che può indurre qualcuno di Voi a pensare a una nostra sovrapposizione di competenze, invece si tratta solo delle obbligate necessità istituzionali.
Egregi signori Presidenti, nonché cari Amici, come a voi ben noto, questa Presidenza non è mai intervenuta in modo autoritario o poco corretto ma, ho cercato sempre di operare con bon senso e moderazione. Modo di operare che, come detto pocanzi, talvolta è stato catalogato come atto di buonismo, ma mai con scarsa attenzione, anzi sempre e comunque per il bene della nostra Unione. Purtroppo talvolta si è stati anche costretti al richiamo d'iniziative incompatibili alle nostre regole.
Come è pensabile che ai nostri Campionati provinciali, regionali nazionali partecipino tesserati di altri enti o federazione?? Come si pongono i nostri associati in tale contesto?? Perché si devono dare giustificazioni per mancata tutela fisica e organizzativa per nostre gare?? Alcuni di voi ci hanno sollecitato controlli antidoping, ma poi il medico addetto alle operazioni di prelievo dei campioni biologici non ha avuto l'adeguato supporto pratico per espletare serenamente le operazioni previste. Sappiamo tutti quali sono le incombenze in tali situazioni e, i giudici di gara, che sono emanazione dei comitati provinciali, devono essere sempre pronti ad espletare tali funzioni. Un grazie riconoscente giunga ai dottori Murolo, Milicia, Dedominici e alla Dott.ssa Frattini, nonché ai sanitari del Centro di analisi di Firenze accreditato dal Ministero della Salute per gli esami antidoping.
Abbiamo appreso dai verbali di alcune manifestazioni, nonché da conversazioni verbali, di comportamento non degni di Dirigenti UDACE-CSAIN. A noi non piace assolutamente lo sport urlato o chiacchierato. In questo modo non si rende un buon servizio né all'Unione né alla classe dirigente. Quindi, moderazione e rispetto, in particolar modo verso i Giudici di gara e organizzatori e tutti gli operatori dell'informazione. Un rapporto sereno e collaborativo è il mezzo per risolvere ogni problema, e in breve tempo.
Carissimi Amici, è da due anni che viviamo una crisi economica/finanziaria di proporzioni internazionali, cosa che inevitabilmente ha inciso molto sulle nostre attività individuali, sulle nostre famiglie e sulla nostra stessa vita associativa. Quindi, a ragion veduta, dobbiamo fare molta attenzione su qualsiasi progetto e cespite di spesa. Le scelte, che anche in questa sede andremo a fare, rivestono un ruolo decisivo per l'esistenza stessa della nostra Unione. La consapevolezza di tutto ciò deve guidare il nostro agire, il nostro lavoro a importati punti di sintesi tra il dare e avere. Dobbiamo, ancor più che per il passato a una scrupolosa gestione economica che come noto, si basa unicamente sulla quota parte della tessera sociale.
Pertanto, a cominciare da chi vi parla, dai dirigenti nazionali di ogni ordine e grado, alle richieste di premiazioni e altro, si dovrà anteporre ogni mezzo al fine di porre in atto il massimo risparmio. Ci permettiamo di dire che se oggi disponiamo di una "casa tutta nostra" lo dobbiamo all'oculata e parsimoniosa amministrazione posta in atto. Ma allo stato attuale e per i motivi di contingenza menzionati in precedenza, dobbiamo mettere in atto ancor di più la nostra previdente e attenta gestione delle poche risorse disponibili. Le spese cui far fronte sono molteplici e noi intendiamo garantire agli aventi diritto, anche per gli impegni e assemblee prossimi, la possibilità di partecipazione agli eventi con gli stessi requisiti di oggi, nonché prevedere un parziale concorso di spesa per gli accompagnatori.
Parlando di spese non dobbiamo dimenticarci dell'abbonamento disposto gratuitamente a "Il Ciclismo UDACE" per tutta la classe dirigente nazionale, regionali, provinciale, nonché l'invio dello stesso a personalità e istituzioni. I rilevanti costi dei controlli antidoping che assorbono ben oltre la quota prevista con l'affiliazione delle A.S.D. - Il contributo erogato per il funzionamento dei Coordinamenti regionali; l'acquisto per le maglie degli svariati campionati nazionali, europei e mondiali. Stampa del materiale di funzionamento. Stampa delle tessere associative, anche se negli ultimi due anni vi è stato anche un concorso da parte dello CSAIN. Come il pagamento delle varie utenze. Senza voler mettere in evidenza qualche oblazione di solidarietà ecc.
In questi anni non siamo mai stati sordi alle svariate richieste di aiuto pervenutoci. Ora, cari Amici, nostro malgrado, non possiamo più farci carico di sostegni, se pur particolari. Forse è il caso di ribadire che l'Unione si basa sull'opera di volontariato di ognuno, quindi ogni membro che ne fa parte deve partire da questo imprescindibile aspetto.
Ricordiamoci che operiamo in ambito amatoriale e che certe forme esibizionistiche che vanno oltre ogni nostra norma, lasciamole ad altri. Noi non disponiamo di fondi pubblici o della possibilità di risanamento del debito, come avviene in ambiti federali o in enti parapolitici.
Quindi evitiamo "riti" controproducenti all'immagine e alle nostre risorse.
L'importante e l'essenziale sono una sana ed efficiente organizzazione a difesa dell'integrità fisica dei partecipanti. Conosciamo i diversi cespiti di spesa per affrontare gli oneri di una gara ma, prima di ogni altra cosa vanno messo in atto tutti i presidi necessari, partendo dagli addetti alla viabilità, ai moto staffettisti, agli addetti di segreteria, direttori di gara, premiazioni (premiazione che deve essere misurata e non l'eclatante annuncio di corpose medaglie in oro e così via). Non operando in modo consoni, si crea una spirale tra le diverse Società per "accaparrarsi" più partecipanti. Corposa partecipazione che invece si ottiene essenzialmente con mirati calendari comuni.
Ultimamente siamo venuti a conoscenza che dei concorrenti, in accordo con i giudici di gara, hanno deciso di interrompere la gara perché pericolosa per l'incolumità fisica. Signori, tale avvenimento è una cosa deplorevole. Quando una manifestazione prende il via, devono essere garantiti, e in via preliminare, tutti i requisiti opportuni. Non siamo certo dei neofiti. La vostra esperienza deve sapervi consigliare per scelte giuste e opportune, anche al fine di evitare che una manifestazione abbia luogo se non rispondenti a tutti i requisiti necessari. Ricordiamoci che non vi è indennizzo assicurativo che posa lenire il dolore di una disgrazia o per la perdita di una vita umana.
Con quanto evidenziato, non abbiamo voluto criminalizzare nessuno ma, abbiamo preso spunto per rimarcare che la sicurezza deve essere il primo problema di chi organizza una manifestazione e, questo vale per tutto il territorio italiano.
Al riguardo evidenziamo anche che non è più tollerabile l'aumento sconsiderato delle quote d'iscrizione alle manifestazioni. Siamo stufi di ricevere continui reclami da parte degli associati. La quota d'iscrizione è, e deve essere, quella deliberata dal C.N.(per il 2010 la quota massima è stata deliberata in € 10,00) - Non hanno senso le banali scusanti addotte. Organizzare manifestazioni non è un obbligo, quindi chi vi ottempera deve attenersi alle regolamentazioni emanate. Cari Amici, sono costretto a ripetermi ma, quegli obiettivi comuni di cui parliamo, passano attraverso una voce univoca e all'ottemperamento e alla conoscenza delle norme statutaria, organiche e tecniche.
Gli obiettivi comuni, cari Presidenti, passano anche attraverso l'utilizzo di strumenti collegiali. Come già detto, si è predisposto un efficientissimo sito internet e in pochi lo usano, si era predisposto un software e ognuno lo voleva configurato a propria immagine e piacimento. Amici cari, troppo spesso dimentichiamo che se non mettiamo in atto un maggiore spirito collaborativo, ben difficilmente la struttura nazionale potrà esaudire tutte le presupposte necessità individuali.
Prima di addentarci in aspetti più particolari dell'attività, ritengo opportuno ribadire, ancora una volta, le preoccupazioni per il futuro della nostra UDACE. E' innegabile che l'età media di tutti noi propenda per l'era dell'ormai prossimo pensionamento. La scarsissima presenza di giovani nei diversi ruoli direttivi, in particolare quelli provinciali, finirà per creare degli inevitabili problemi futuri.
Siamo soddisfatti che alcuni Comitati dispongono di una struttura dirigenziale più che adeguata e che ben propende per il futuro ma, purtroppo, sono una sparuta minoranza. Come siamo preoccupati per tutti quei Comitati, dove le nuove leve sono pressoché assenti.
Nel decorso degli anni ho avuto occasione di conoscere giovani che collaboravano nei Comitati, però, successivamente, ho dovuto costatare che si erano defilati. Dobbiamo essere coscienti dell'importanza delle nuove leve, e quindi, tutti insieme dobbiamo, anche in questa sede, evidenziare tutte le situazioni che travagliano il nostro operare e, pensare obiettivamente al futuro della nostra amata Unione. Diamo fiducia ai giovani e tutti ne trarremo benefici.
Con soddisfazione applaudiamo alle donne che, se pur a piccoli passi occupano dei ruoli dirigenziali, sono tre (per ora) le gentili Signore che rivestono il ruolo di Presidente provinciali e diverse quello di Consiglieri, senza dimenticare le molte che esplicano il ruolo di Giudice di gara. Ricordiamoci sempre del loro importante apporto e, in ogni ambito. Teniamo nella giusta e dovuta considerazione i loro consigli, proposte e progetti. Evitiamo di parlare di "quote rosa". Sarebbe un insulto all'intelligenza delle donne.
Le donne hanno i medesimi diritti e capacità degli uomini, in più dalla loro parte vi è sicuramente propensione ad una maggiore sensibilità. L'esempio lampante viene dal cicloturismo, attività più consona alla moltitudine di associate. Tutti conosciamo il successo che riscuote il campionato italiano di cicloturismo femminile che, in pochissimo tempo ha superato, brillantemente, tutti i dubbi ipotizzati.
Problemi non secondari rivestono tutte quelle province e territori dove, purtroppo, la nostra Unione non riesce a concretizzare adeguatamente la sua presenza. Come non possiamo sottacere le scarse collaborazioni tra organismi della stessa regione, situazioni che finiscono per allontanare i praticanti dall'attività. Altrettanto, e con soddisfazione, evidenziamo, che la dove si opera con buon senso, vigono solidarietà e collaborazione.
Ovviamente, sappiamo bene che, l'opera volontaristica di ognuno di noi passa anche attraverso alle tante problematiche individuali, famigliari, lavorative e non sempre si dispone del tempo opportuno per far fronte compiutamente a tutte le incombenze istituzionali. Maggior ragione per cui bisogna creare in provincia un maggior spirito solidale che coinvolga tutta la classe dirigente.
E' innegabile che le difficoltà siano molte e complesse, ma come già detto, siamo qui apposta per confrontarci ed esaminarne ogni aspetto del nostro associazionismo giungere a quei fondamentali obiettivi comuni.
Dopo questo necessario excursus sulla nostra vita associativa riteniamo opportuno evidenziare, se pur in modo sintetico, alcuni aspetti dell'attività, al fine di approfondirne collegialmente gli aspetti nel prosieguo dei lavori.
... Il Presidente Barberis analizza nel dettaglio la situazione generale, si sofferma su questioni assicurative e fiscali (approfondite poi dagli esperti di settore), evidenziando inoltre l'incremento dei dati associativi e di attività svolta. Approfondisce: aspetti tecnici e formali legati a competenze e adempimenti delle Commissioni nazionali, funzionamento degli Uffici centrali, prevenzione della salute, evidenzia i dati dell'attività repressiva del doping (140 controlli di cui 5 risultati non negativi). Parla dell'informazione, integrazioni dell'età di categoria, dei rapporti e collaborazione con altri Enti sportivi e F.C.I. Sinteticamente illustra all'assemblea i risvolti (assolutamente positivi) dell'attività sportiva, in particolare di: agonismo, cicloturismo- randonnèe-raid-brevetti, seconda serie, ciclocross, mountain bike, gran fondo, pista, attività per diversamente abili ecc. Tutti aspetti approfonditi poi dall'assemblea nel corso della "tavola rotonda". ...
Il Presidente prosegue: Avviandomi alle conclusioni di questo intervento, che, a qualcuno può apparire pleonastico, ma, a mio avviso più che necessario, ringrazio tutta la classe dirigente di ogni ordine e grato per l'impegno e l'abnegazione a favore della nostra Unione.
In particolare ringrazio quei Comitati che in concordia, collaborazione e sacrifici, s'impegnano e salvaguardano gli ideali del nostro associazionismo e nel contempo contribuiscono alla crescita e al progresso della nostra UDACE-CSAIN, applicando appieno le nostre norme statutarie, organiche e tecniche. Al pari ringrazio quei Comitati che se pur con impegno non riescono a far sviluppare e accrescere compiutamente la nostra Unione sul territorio.
Al tempo stesso si augura e si auspica a quelle realtà territoriali che tuttora vivono in uno stato vegetativo, che presto recuperino quei giusti presupposti di vitalità necessari per accrescere la nostra presenza e attività. Rimarcando che solo con sacrificio e dedizione si superano tutte le avversità. Siamo consapevoli delle difficoltà che si riscontrano, ma, crediamo fermamente che, con la perseveranza, la tenacia e collaborazione si potranno conseguire quelle aspettative desiderate e auspicate.
Tutti insieme siamo qui riuniti per guardare al futuro e a nuove progettualità. Dobbiamo farlo con sincerità e anche con la giusta autocritica e con lo spirito costruttivo e finalizzato a quegli obiettivi comuni che, accrescono la nostra forza e i nostri ideali. Si cari Amici, la forza e sostanza della nostra UDACE-CSAIN. Quella forza, quella sostanza e quel consenso che ci deriva dai nostri associati, dalla nostra attività, dal nostro impegno e dalla nostra stessa credibilità.
Quell'affidabilità, considerazione, stima, democrazia e unità fondanti che ci richiamano all'osservanza della normativa e a quella collaborazione e rispetto reciproco che può far superare ogni ostacolo e incomprensione. Mio malgrado sono costretto a richiamare alcuni di voi all'applicazione delle nostre regole - Vi confesso che lo faccio veramente con grande rammarico ma, se non lo facessi, non onorerei compiutamente il mio compito e ruolo - Ribadisco inoltre che, le controversie non portano da nessuna parte, se non a banali e sterili contrapposizioni che ci mettono in cattiva luce con i nostri stessi associati, dando altresì modo ad altri di approfittare delle nostre incomprensioni. Noi, quale classe dirigente - se pur superfluo rimarcarlo - dobbiamo mettere in atto ogni mezzo consono al buon andamento della nostra grande famiglia Udacina, salvaguardandone l'unità. Come dobbiamo essere fiduciosi e fieri delle nostre azioni, nonché dei servizi che, con ogni mezzo, riusciamo a offrire agli affiliati
Mi auguro vivamente che da questi tre giorni si esca con una collettiva simbiosi d'intenti che accrescano i nostri ideali , la nostra forza, la nostra collaborazione e, i quei saldi principi di amicizia che di cui tutti siamo sostenitori.
Nel rinnovare i sentiti ringraziamenti per il vostro impegno per questa nostra amata Unione, auguro a tutti buon lavoro, in un rinnovato, leale e fraterno spirito costruttivo.
Viva sempre l'UDACE-CSAIN