INTEGRATORI 

COME E QUANDO USARLI

 

Integratori alimentari sono, per definizione, alimentI destinati ad integrare la dieta mediante l’apporto di specifiche sostanze utili per l’organismo.Nel documento europeo “Marketing of food supplements, fortified and functional foods in Europe” è stata proposta per gli integratori alimentari la seguente definizione: preparazioni che includono compresse, capsule, polveri, liquidi contenenti nutrienti, micronutrienti ed altre sostanze commestibili, consumate in aggiunta ad una dieta normale.

Nell’ambito della Medicina dello sport, gli integratori sono dei supplementi alimentari che si suppone migliorino la performance  al di sopra dei livelli anticipabili in condizioni normali. Molti si aspettano che il loro ruolo possa essere quello di prevenire una carenza o uno scompenso. Accanto a questi aspetti ve ne sono altri, che potremmo sintetizzare nei seguenti:

·       richiesta non nuova: non è da oggi che dall’integrazione soprattutto “naturale” ci si aspetta un aiuto per migliorare le performances sportive in genere.

·       giro d’affari grande ed in aumento: in tutto il mondo questo settore è in continua crescita.

·       facilità di commercializzazione : essendo di libera vendita sono commercializzati attraverso vie quali l’e-commerce, vendita diretta, attraverso le palestre.

·       affermazioni non controllate: molto spesso vengono promossi come sostanze in grado di dare effetti di miglioramento prestativo, che si rilevano in molti casi prive di ogni fondamento verificabile scientificamente.

Ma per quali ragioni gli sportivi utilizzano complementi alimentari? Per ragioni di vera carenza fisica, per aspetti di tipo psicologico, per utilizzazione spontanea o raccomandata da qualcun’altro? Già dare risposta a questi piccoli quesiti, ci fa capire quanto sia complesso, anche alla luce del fenomeno doping, entrare nei diversi aspetti della questione. Le aspettative, molto spesso non contornate da nessuna prova scientifica valida e dimostrabile, fanno dell’integrazione alimentare la premessa per passare a “provare” sostanze o farmaci che nella testa di chi li utilizza, risolverebbero delle carenze di altra natura. Le richieste più comuni sono rappresentate da: incremento della massa muscolare, riduzione del grasso corporeo, aumento della velocità, migliore resistenza, recupero più rapido. Ma quali sono le principali categorie di complementi alimentari utilizzati dagli sportivi? Accanto a vitamine e sali minerali, utilizzati prevalentemente in fase di reidratazione e di recupero, vi sono prodotti  così detti “energetici”, in grado cioè di apportare “carburante” pronto all’uso. In questa accezione, rientrano prodotti che molto spesso  nascondono sostanze che sono dei veri e propri stimolanti, anche se di origine naturale. E’ proprio qui che ci si muove su un terreno ambiguo e in cui è difficile districarsi. Le normative vigenti inoltre, non garantiscono a sufficienza, e il consumatore finale, e le aziende più serie . Nel nostro paese, ma non solo, la categoria degli integratori per poter essere commercializzata, ha bisogno solo di essere notificata, cioè di una normale comunicazione di autorizzazione al commercio, senza altra procedura, cioè controllo da parte del ministero della sanità. Questo permette sul mercato la presenza di prodotti

che oltre ad avere problemi di purezza delle sostanze usate, non garantiscono neanche la composizione di quanto dichiarato in etichetta. Si tratta evidentemente di casi isolati, dove l’intervento degli organismi di controllo o segnalazioni di effetti collaterali od intossicazioni hanno permesso di arginare, ma solo in parte, quello che alla fine diventa un pericolo per la salute dei consumatori. Il problema dunque è aperto, e di non facile soluzione. Parlare allora di doping in questo ambito, assume un significato che ci porta inevitabilmente a riflettere su quanto le derugulation applicate in modo selvaggio e senza nessun controllo agli integratori, diventano un facile terreno dove con troppa facilità si nascondono frodi e contraffazioni a danno degli utilizzatori finali. Qui di seguito pubblichiamo la comunicazione di uno studio commissionato dal Comitato olimpico internazionale, sulla presenza di sostanze dopanti in integratori sportivi, fatto in diversi paesi europei e non. Il dato è a dir poco allarmante e lascia adito a più di un sospetto su quanto gira anche all’interno delle nostre palestre. Ad ognuno le proprie considerazioni.

L’Analisi dei complementi nutrizionali commissionata dal CIO rivela la necessità di rinforzare i controlli di qualità

Comitato Olimpico Internazionale

4/4/2002

Comunicato ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale

 Sulla base dei risultati dell’analisi effettuata su 634 complementi nutrizionali, la commissione medica del Comitato Olimpico Internazionale ha rinnovato l’invito alla massima attenzione per gli atleti sull’uso di tali prodotti, e si rivolge a fabbricanti e distributori, come ai governi, a prendere delle misure per assicurare la qualità dei prodotti.

Su 634 campioni analizzati, 94 (14,8%) contenevano delle sostanze non dichiarate sulle etichette dei prodotti, che avrebbero potuto determinare un controllo doping positivo.

Di questi 94 campioni analizzati, 23 contenevano dei precursori a volte del nandrolone e del testosterone, 64 contenevano dei precursori solo del testosterone e 7 solo del nandrolone.

Oltre questi 94 campioni, altri 66 (10,4%) contenevano delle concentrazioni, al limite delle soglie di tolleranza, di sostanze non menzionate sulle etichette.

I 634 complementi nutrizionali non ormonali sono stati raccolti tra l’ottobre 2000 e il novembre 2001 attraverso 215

fornitori ripartiti in 13 paesi. Per il 91% dei casi gli acquisti sono avvenuti in negozio o via Internet. I prodotti restanti venivano ottenuti dai fabbricanti. Il laboratorio accreditato dal CIO a Colonia (Germania), ha proceduto all’analisi di tutti questi complementi.

Ecco i risultati dell’analisi per paese :

 

 

Paese

Numero dei

prodotti

Numero di

“positivi”

Percentuale di

“positivi”

Paesi-Bassi

31

8

25,8

Austria

22

5

22,7

Regno Unito

37

7

18,9

USA

240

45

18,8

Italia

35

5

14,3

Spagna

29

4

13,8

Germania

129

15

11,6

Belgio

30

2

6,7%

Francia

30

2

6,7%

Norvegia

30

1

3,3%

Svizzera

13

-

-

Svezia

6

-

-

Ungheria

2

-

-

Totale

634

94

14,8%

 

In virtù della regola della responsabilità personale applicata dal Movimento olimpico, gli atleti sono ritenuti responsabili della presenza nel loro organismo di tutte le sostanze rilevate. E’ dal 1997, che la commissione medica del CIO mette regolarmente in guardia contro i rischi legati all’uso di complementi nutrizionali. L’assenza di controlli in alcuni paesi ha spinto il CIO ad intervenire e a raccomandare agli atleti di non assumere questi prodotti.

Il CIO ha rivolto l’attenzione agli atleti d’elite e al loro entourage, in ragione segnatamente della loro responsabilità personale di risultati dei controlli sul doping. Tuttavia, l’ingestione da parte dei consumatori inconsapevoli della presenza di precursori ormonali nei complementi nutrizionali, e’ un problema di sanità pubblica e deve suscitare delle preoccupazioni.Il CIO spera che i risultati di questa ricerca dimostrino ai governi ed al settore sportivo la necessità di rinforzare i controlli di qualità al fine di evitare la presenza di sostanze non menzionate sulle etichette dei prodotti. La commissione medica del CIO raccomanda la messa in pratica, nella produzione di complementi nutrizionali, di controlli simili a quelli che vengono praticati da parte dell’industria farmaceutica.

 

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