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COME SI COMBATTE IL DOPING | |||
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Le
alternative al doping Denunciare
i pericoli del ricorso al doping non e’ sufficiente. Si devono trovare
i modi per prevenirlo e proporre delle soluzioni che permettano agli
sportivi di realizzare la loro attività, senza utilizzare delle
procedure illecite e mettere a repentaglio la loro salute.
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A
proposito di buon allenamento Gli obbiettivi dell’allenamento sono diversi: tecnici, fisici, psicologici, di miglioramento delle capacità tattiche. Ma per raggiungerli bisogna ricordare che la somministrazione errata di carichi di lavoro può portare conseguenze sull’organismo opposte all’effetto ricercato. L’allenamento deve dunque rispettare certi principi ormai verificati dalla fisiologia applicata allo sport. Ma quali sono ? Vediamone alcuni brevemente. Intensità: la quantità di lavoro deve essere aumentata progressivamente in funzione dello sportivo che abbiamo davanti, della sua disponibilità a compierlo e della preparazione fisica che questo possiede in generale. Periodizzazzione:ad un allenamento o a periodi di forte allenamento, devono alternarsi periodi di recupero. Ciò e’ fondamentale per raggiungere la così detta fase di supercompensazione. Rispettare l’aspetto ludico cioe’ del gioco e del divertimento nel fare degli esercizi, significa motivare maggiormente lo sportivo anche nella sfera delle motivazioni psicologiche. E’ indispensabile avere una perfetta conoscenza delle qualità fisiche, metaboliche, tecniche, tattiche e psicologiche richieste. E’ per tale motivo che si deve prevedere una formazione teorica e pratica molto aggiornata da parte degli allenatori: oggi solo attraverso una verifica della teoria dell’allenamento, rimasta in molti settori ancora attaccata alle teorie degli anni 60, e’ possibile garantire quel salto di qualità che porterà a risultati sportivi di tutto rispetto, dimostrando come sia possibile raggiungerli senza dover fare uso di sostanze dopanti. E’ molto importante realizzare differenti tests medico-sportivi sia in laboratorio che sul campo, al fine di determinare il livello di performance e le giuste potenzialità su cui lavorare. Si possono così stabilire gli obiettivi, la loro fattibilità e le qualità da ottimizzare. Si ottiene così una valutazione veritiera della performance che permette di verificare lo sportivo in funzionamento dell’allenamento. Le tecniche informatiche e i programmi che vengono applicati alla medicina dello sport ormai facilitano molto l’inquadramento, l’archiviazione, la riproducibilità e la comunicazione dei dati che a livello internazionale sono in corso di valutazione e che promettono risultati molto incoraggianti. La programmazione dell’allenamento deve evitare l’empirismo e consolidarsi sempre di più su dati certi derivanti dalla ricerca applicata all’attività sportiva. Tale programma si deve sviluppare tenendo presente le differenti componenti che vengono coinvolte durante la performance, avendo presente che queste, non possono essere sviluppate simultaneamente e che alle volte, sono antagoniste tra loro. Fissare degli obiettivi di allenamento deve tenere conto dei desideri dello sportivo che, per rinforzarne la motivazione, dovrà essere coinvolto nella loro determinazione.Questi dovranno essere realizzabili, senza essere troppo facili per non indurre una demotivazione e dovranno derivare dall’analisi della valutazione iniziale delle capacità a breve termine basate su parametri bioenergetici e psicologici. Così come anche gli obbiettivi a medio e lungo termine ( es. ogni trimestre, 2 o 3 stagioni, su una scadenza sportiva o un obiettivo di performance), dovranno tenere in considerazione altri aspetti quali il calendario delle competizioni, i principali cicli di allenamento, l’assestamento dei periodi di recupero, gli impegni extra-sportivi (professionali, scolastici…) guardando con una certa flessibilità ad eventuali cambiamenti dettati per esempio da stanchezza fisica e mentale protratta dal sovrallenamento, oppure piccoli infortuni accorsi durante la pratica sportiva.
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Un
recupero controllato
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In
linea generale apporti in acqua di 3 litri in 24 ore sono sufficienti
per garantire una giusta reidratazione dopo intensa attività fisica.
Così come l’assunzione di carboidrati permette di ricostruire le
riserve di glicogeno muscolare se assunti entro le 2 ore successive,
poiché la sintesi di glicogeno è più rapida, dunque più efficace in
quel momento. Gli allungamenti muscolari ( stetching) riducono la
distruzione muscolare e favoriscono il recupero di elasticità
muscolare. L’idroterapia (doccia o bagni caldi), così come i massaggi
migliorano il recupero per la loro azione drenante e rilassante. Le
tecniche di fisioterapia possono essere utilizzate, ma con la presenza
qualificata di un kinesiterapeuta. Le tecniche di rilassamento
favoriscono il ritorno alla calma e permettono un sonno di buona qualità
dopo un allenamento. Il sonno è indispensabile per un buon recupero e
deve essere intenso, regolare e quantitativamente importante tanto più
l’allenamento è intenso. Nel quadro di un allenamento pluriquotidiano,
una siesta di corta durata (30-40 minuti) può essere utile per alcuni
sportivi.
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